Disfunzioni posturali, ricette per ridurne l’incidenza tra i giovani

 

La disfunzione posturale è già da considerare una patologia a tutti gli effetti. È solo una questione di tempo e di ricerche che vanno completate per arrivare a questo obiettivo. Infatti il problema è alla base di una serie di disturbi che vanno dal mal di schiena al mal di testa e può essere causato persino da una cattiva occlusione dei denti.
Secondo uno studio del ministero della Salute realizzato nel 2018, le posizioni non corrette generano: mal di schiena nel 61% dei casi, mal di testa (55%), tensione o dolore alle spalle (49%), dolore al collo (47%). Da non dimenticare poi che il mal di schiena è la ragione principale di ricorso alle visite dal medico di famiglia e in Italia l’assenteismo sul lavoro dovuto a problemi posturali costa più di 3 miliardi di euro l’anno.
Il secondo Congresso internazionale di Posturologia clinica che si svolge a Roma dal primo al 3 marzo, definisce un piano terapeutico ad hoc sul trattamento della patologia appunto, non più considerata un semplice stato di malattia. Durante l’incontro, sostenuto da aziende leader nel settore che, nell’ambito del congresso, effettueranno visite gratuite ai cittadini, si parla per la prima volta di un programma di prevenzione per ridurre l’incidenza della disfunzione posturale nella popolazione, soprattutto giovanile.

Fra le tecnologie più all’avanguardia c’è per esempio la biometria digitalizzata che consente di individuare l’origine dei disturbi. Attraverso sofisticati macchinari come pedane baropodometriche, telecamere e scanner che utilizzano la tecnologia 3D, è possibile esaminare con grande precisione il modo di camminare del paziente, quello di stare in piedi e le asimmetrie del corpo, riuscendo così a programmare un piano terapeutico individuale.
È opinione di molti specialisti che la disfunzione posturale sia molto spesso sottovalutata, nonostante sia all’origine di molte alterazioni dolorose e fastidiose che peggiorano la qualità della vita e portano a complicazioni, generando peraltro anche una spesa considerevole per il Servizio sanitario nazionale.

Al congresso, al quale hanno partecipato 40 relatori provenienti dai centri più all’avanguardia nel mondo, si è parlato anche dei problemi della masticazione: sembra strano ma una scorretta postura può derivare anche da una cattiva occlusione della mandibola, a causa di denti che sono cresciuti male, dal momento che la testa è legata al collo e alla colonna vertebrale. Fondamentale quindi sarà il ruolo dei pediatri nell’intercettare precocemente le alterazioni riferibili alla patologia e informarne i genitori.
A proposito dei più piccoli, fra le raccomandazioni del ministero della Salute vi sono per esempio quelle sull’uso prolungato di passeggini e seggiolini per auto. La posizione del bambino nel seggiolino o nella carrozzina non è ideale e, se protratta per molte ore potrebbe condizionare negativamente il corretto sviluppo dello scheletro e dei muscoli. Lo stesso vale per gli zaini troppo pesanti in età scolare: i consigli arrivano a interessare le spalle: in altre parole si cerca di motivare, soprattutto i giovani, a comportamenti virtuosi. La patologia può essere causata anche da cattive abitudini in ufficio: tenere una posizione non ergonomica durante il lavoro alla scrivania, con schienali non adatti che ci fanno assumere atteggiamenti del corpo scorretti può causare delle distonie: significa che, per esempio, i muscoli della parte destra della schiena fanno un esercizio più intenso e frequente rispetto a quelli dell’altro lato del dorso. Tutto questo può causare dolori che rischiano di ripercuotersi anche su altre zone del corpo e determinare, tra l’altro, alterazioni del tratto cervicale e cefalea.
Il tavolo tecnico che ha stilato le raccomandazioni sul trattamento della disfunzione posturale, studiando il problema dal 2017 a oggi, è composto da 22 professionisti e ricercatori. Il documento prodotto è stato approvato dal Consiglio Superiore di Sanità e contiene precisi protocolli terapeutici per gli specialisti: dagli ortopedici ai pediatri, dagli odontoiatri agli oculisti, dai neurologi ai fisiatri, perché è molto importante che la patologia sia affrontata da un’équipe di esperti che esaminino il paziente da tutti i punti di vista.

medico chirurgo odontoiatra, docente all’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti e membro del tavolo tecnico istituito dal ministero della Salute per definire le linee guida nazionali su misurazione e classificazione della postura

da “Il Sole 24 Ore